Ultima modifica: 24 marzo 2014

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Il nostro logo: origine e significati

Dall’anima, dalla matita, dai colori dei nostri allievi è scaturito, con garbo e pazienza, il profilo, ricco di stupore, di quel bambino “padre dell’uomo di pace e della pace” che essi chiedono, con pressante urgenza, di poter divenire.

Gli “ingredienti” del disegno, sotto la nostra guida sommessa e rassicurante, hanno tratto ispirazione dalla tassonomia visiva di forme note a culture e tradizioni popolari, forme che hanno ben saputo superare le barriere del linguaggio scritto.

Attraverso l’elaborato, i bambini hanno voluto esprimere non soltanto la vasta potenzialità umana, ma anche il diritto ad avere una identità, una integrità ed uno sviluppo legati alla memoria ed al proprio progetto personale.

Il bambino-padre dell’uomo della pace ha “rubato” il naso a Pinocchio: un naso-telescopio, tecnologico, che si protende spontaneamente verso la conoscenza, intesa come invito a vedere ed ampliare orizzonti, ad allearsi segretamente con le “cose” – oggetti della propria identità culturale -e ad apprenderne ogni implicito.

Le “cose”: il lumicino acceso, di notte, come miraggio, nella casina in mezzo al bosco – E-den! -, acceso per mitigarne le ombre e il silenzio … il passo che si ferma , per non lasciare indietro … le braccia aperte all’accoglienza … le mani che sorreggono … le labbra spalan-cate al sorriso … la testa alta e gli occhi ben aperti, dove si intravede già una grazia adul-ta…

Egli indossa casacchina e calzoncini, che rimandano al costume di Arlecchino, una toppa diversa dall’altra, ricucite assieme con ago e filo, attraverso semplici antichi gesti, quali attestazioni primordiali dell’aspirazione umana ad “unire in solido” ciò che, nel corso della storia, le vicissitudini hanno disperso, allontanato e quale testimonianza del pluriverso multiculturale e multireligioso e del meticciamento della nostra società, ormai Unitas Multiplex.

Gli stivali delle “sette leghe” non sono altro che ali, ali per avere il coraggio di spiccare il volo, verso mete che siano l’Oltre!

I sassolini, che Hans e Gretel, come una treccia, seminano lungo il loro smarrimento per poter ritrovare, a ritroso, un orizzonte visibile, solcano la traccia di quel Progetto-Identità-Memoria che, realizzato, andrà a confluire in un cesto, ovulo, grembo, nido, culla, mondo, universi, bara …

Il cesto di Cappuccetto Rosso o il ciclo della vita.

Le stelle, che fanno capolino, l’Inizio, sempre nuovo e sempre uguale, di ogni Essere vivente.

 Insegnante Angelarosa Trevi




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